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26 gennaio 2017 , In: In Viaggio, Interiors , With: No Comments
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Come certamente saprete, le cementine sono da qualche anno tornate prepotentemente ad interessare i design, diventando protagoniste degli ambienti.

Il mio interesse per queste è noto a tutti, basta guardare la mia galleria instagram per farsi un idea!

Le cementine furono create intorno alla metà del XIX secolo quale alternativa alle costose piastrelle in ceramica e insieme alle graniglie o “marmitte” conobbero un periodo di grande successo perché economiche e robuste. La tecnica di produzione delle cementine permetteva di ottenere mattonelle a basso costo, in quanto prive di cottura. Entrambe, nei primi anni del ‘900, vennero utilizzate nelle costruzioni intensive delle grandi città dove servivano pavimenti resistenti, dalla facile esecuzione e che mantenessero decoro e stile. Le cementine, come le graniglie, sono composte da una base di cemento e sabbia di circa 2 cm e da uno strato superiore di pochi millimetri, che, anziché essere di cemento e pezzettini di marmo come le graniglie, è costituito da: cemento, sabbia finissima e ossido di ferro rosso, nero o naturale. La loro forma può essere quadrata, 20×20, come le graniglie o esagonale. La posa veniva effettuata “a toppa” con malta bastarda (cemento pozzolanico e calce) montandole una per una con lo spessore della malta sul fondo di 4 – 5 cm. A differenza delle graniglie non venivano levigate e lucidate a piombo, ma semplicemente trattate, rendendole idrorepellenti ed antimacchia, con l’olio di lino. Inizialmente si presentavano come un alternanza di colori, ma nel tempo si prestarono a soluzioni decorative molto più sofisticate.

Così furono realizzate con fiori

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fregi, greche,

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reinterpretando gli stili liberty e decò.

Inizialmente utilizzate per delimitare gli spazi, diedero forza estetica agli ambienti!

Così i pavimenti diventavano enormi tappeti rubando la scena a mobili e a suppellettili.

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Oggi sono prodotte in serie da moltissime aziende oppure si possono trovare quelle originali nei magazzini edili di recupero.

Nelle case attuali vengono utilizzate nei rivestimenti a parete di bagni e cucine; come pannelli; a finitura di piani da lavoro; come elementi decorativi, sempre più spesso mischiate con altri materiali quali: resine, cemento o parquet, soprattutto per pavimenti. Io le adoro! E non posso fare a meno di salvarle ogni volta che le ritrovo in qualche appartamento da ristrutturare o di fotografarle quando viaggio, cosicché possano diventare una fonte di ispirazione per i nuovi progetti di interni. Sono appena rientrata dal Messico e non potevo non mostrarvi queste delizie incontrate in viaggio! 🙂

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Alessandra Lino

Architect blogger curious & ironic girl lover of photography

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